Un giorno forse, ci ritroveremo.
Non so se nel limbo uggioso
o in qualche paradiso misterioso,
al termine della curva siderale
che l’astronauta oltre non sa andare.
Io ti riconoscerò e seguirò i tuoi passi,
lì ritroveremo i nostri versi
sepolti ormai da inutili parole.
Ora non so se ci parleremo
con l’alfabeto consueto e costruito.
Forse un nuovo idioma letterario
verrà da una galassia sconosciuta
e nell’abbecedario siderale
non faran rima le solite parole
Cuore-amore, fiore-dolore, ancòra amore …
Ma noi avremo sempre i nostri versi,
nati da una storia ben vissuta
tra giorni tetri e in mezzo a cieli tersi,
tra pesi ed amarezze ed illusioni,
e sogni persi in manifestazioni….
Forse di noi resterà la giovinezza,
riccioli mossi al vento e gote rosse,
e le bandiere piene di speranze
che volano alte come gli aquiloni.
Torneranno quei versi e li rivestiremo
con le farfalle in abiti stellari
e forse ancora ci commuoveremo
vedendoli brillare uno ad uno,
andare via e spegnersi lontano.
Mina D’Agostino

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