Il disuso della scrittura

I fotografi del Circolo Fotografico Il Caravaggio hanno voluto accompagnare alcune mie poesie con delle fotografie che hanno scelto o scattato in base alla sensazione che i versi suscitavano. E’ nato così un dialogo a più voci che io reputo impartante e per certi versi favoloso. I versi hanno ispirato delle immagini e altre immagini hanno ispirato i miei versi. Da questa esperienza è nata una mostra di fotografie e poesie, un bel volumetto che si intitola “Interno, esterno, eterno”. Ogni tanto costruiamo anche un evento: un reading poetico con una mostra e accompagnamento musicale. La musica è quasi sempre musica classica, barocca e ottocento. Lo strumento è una chitarra classica con l’esibizione delle allieve, molto brave, del maestro Marco Monzio Compagnoni.

“Interno, esterno” andrà domenica prossima al Bosco Spino di Calvenzano e alle 17 e 30 avremo la lettura delle poesie con la partecipazione dell’attrice Luisella Basso Ricci.

Musica e immagini, recitazione, accompagnano la poesia, che forse, se fose sola non verrebbe neppure letta, non per difficoltà, ma per noncuranza. E’ la noncuranza che accompagna la parola: in questa società sempre più iconografica, è difficile leggere la parola, è difficile apprezzarla, è difficile captarne il segno, il significato che sta dietro ad ogni verso, il significato celato ma profondo che sta dietro la poesia e ne segna la grandezza. Non sono tempi di poesia, questi. E noi aedi del terzo millennio andiamo in giro a legere, per sensibilizzare gli animi per suscitare una volta tanto un pensiero profondo. Ci proviamo per continuare a mantenere vivo il senso del fare poesia. Noncuranza, difficoltà di applicare le regole, pressapochismo lessicale e sintattico, fanno sì che tutto passi o venga venduto per buono. Per questo sentiamo sempre più spesso parlare di nazione là dove dovrebbe essere Stato o Repubblica; è capitato che gli Italiani (tutti) venissero citati al posto di Partigiani per commemorare le Fosse Ardeatine, che la nostra Repubblica è una Nazione,”perchè siamo una Nazione” e cje la Festa di Liberazione fosse la festa della Vittoria Nazionale.

Ecco, io mi auguro che la poesia possa mettere le cose a posto, piano piano e che si torni ai veri valori della vita. Per questo cammino, vado in giro e leggo i miei versi, li dono a chi vuole ascoltare, leggere, capire.

da “Interno, esterno, eterno”



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CHI SONO

Giornalista, scrittrice e critica cinematografica, ho collaborato con importanti quotidiani provinciali e nazionali ed ho diretto alcune riviste. Mi dedico da tempo alla scrittura creativa in prosa e in versi. Molte mie poesie hanno ricevuto premi e segnalazioni critiche e sono pubblicate su diverse antologie letterarie, tra cui le riviste “Poeti e Poesia”, Sono segnalata su “Poeti del terzo millennio” con la pubblicazione di una silloge.  Ho pubblicato tre raccolte di poesie: “La parola è il mio dono”, ed. Libreria Editrice D’Urso, e “Penelope stanca”, ed. Il mio libro, (diffuso da Feltrinelli e presentato alla Fiera del Libro di Torino) e “Portami con te”, per Aletti editore.

Da alcuni anni sono Presidente dell’Associazione Culturale Clementina Borghi di cui curo sia il Concorso Letterario Nazionale, Premio Treville, giunto quest’anno alla sua XXV edizione, sia l’antologia che si accompagna al Premio.

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