I CORTI

“Odore di erba

Tagliata di fresco

Odore di sale,

profumo di mare.

Cerco qualcosa che non ho

E guardo lontano”

E’ uno dei testi “corti” che ho iniziato a scrivere dopo aver dato alle stampe il volume “Per la terra ed altri poemetti”, di cui scriverò in seguito.

Nei mesi in cui ho scritto il poemetto ho cercato di usare un linguaggio alto, un verso complesso, un lessico figurato e nello stesso tempo ricercato. Avevo bisogno di immediatezza e di semplicità, ed ho ricominciato a scrivere versi brevi, piccoli componimenti da leggere in pochi secondi, ma che lasciano lì a pensare.

Quando ero giovane avevo scritto anche degli haiku, stando bene nel numero di lettere segnalate. Ma gli haiku appartengono ad una cultura che non è la nostra, ad una scrittura diversa, quindi, se composti da noi occidentali, assomigliano sempre ad un’imitazione, talvolta carina, spesso pessima. E’ che noi non abbiamo con le cose che ci circondano lo stesso rapporto che può avere un orientale, abbiamo molti più vocaboli che ci tentano che ci spingono ad essere complessi, a fiorire e ad infarcire il verso.

Oggi tento di accorciare la distanza tra l’io/e il mondo che mi circonda, cerco di realizzare una poesia semplice ma nello stesso tempo austera.

E’ una confessione che ho fatto ad un’amica, una scrittrice/fotografa che ammiro molto, Emanuela Ambrogia Vacca. Devo dire che i miei corti le sono piaciuti. Me ne ha “rubati” alcuni e li sta rendendo a me e ai miei lettori, arricchiti da foto stupende, immagini che realizzano quell’immediatezza del linguaggio poetico che io stessa cerco sempre di raggiungere.

“Odore di erba

Tagliata di fresco

Odore di sale,

profumo di mare.

Cerco qualcosa che non ho

E guardo lontano”



Una replica a “I CORTI”

  1. “Cerco qualcosa che non ho/ e guardo lontano”. E’ il nostro dramma ma è anche un aspetto del nostro essere: voler sempre qualcosa che non abbiamo. Sentire l’incompletezza del nostro essere, vivere la frustrazione del sapere che a coronare questa vita, manchi sempre qualcosa. Come un obiettivo da raggiungere. Guai se non ci fosse, guai se non avessimo un fine, uno scoto, un confine da superare, una montagna da salire per guardare cosa c’è oltre. E intorno a noi c’è la natura, il mare che non mostra confini, l’erba sempre pronta a rinascere e a rinnovare la vita….

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CHI SONO

Giornalista, scrittrice e critica cinematografica, ho collaborato con importanti quotidiani provinciali e nazionali ed ho diretto alcune riviste. Mi dedico da tempo alla scrittura creativa in prosa e in versi. Molte mie poesie hanno ricevuto premi e segnalazioni critiche e sono pubblicate su diverse antologie letterarie, tra cui le riviste “Poeti e Poesia”, Sono segnalata su “Poeti del terzo millennio” con la pubblicazione di una silloge.  Ho pubblicato tre raccolte di poesie: “La parola è il mio dono”, ed. Libreria Editrice D’Urso, e “Penelope stanca”, ed. Il mio libro, (diffuso da Feltrinelli e presentato alla Fiera del Libro di Torino) e “Portami con te”, per Aletti editore.

Da alcuni anni sono Presidente dell’Associazione Culturale Clementina Borghi di cui curo sia il Concorso Letterario Nazionale, Premio Treville, giunto quest’anno alla sua XXV edizione, sia l’antologia che si accompagna al Premio.

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